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	<title>INNOVATORI EUROPEI's blog</title>
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		<title>Nasce un robusto Governo Monti. Finalmente il Paese rinasce!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 14:26:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nasce un robusto Governo Monti. Finalmente il Paese rinasce! di Massimo Preziuso Nasce oggi un robusto Governo Monti, con nomi importanti. A partire da un Super Ministro allo Sviluppo e alle Infrastrutture – Corrado Passera – che, in tandem con il Premier e Ministro dell’Economia – Prof. Mario Monti – e con il supporto del Ministro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=401&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.innovatorieuropei.com/redazione/editoriali/nasce-robusto-governo-monti">Nasce un robusto Governo Monti. Finalmente il Paese rinasce!</a></h2>
<div>
<p><a href="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/11/Corrado_Passera.jpg"><img title="Corrado_Passera" src="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/11/Corrado_Passera.jpg" alt="" width="228" height="168" /></a>di Massimo Preziuso</p>
<p>Nasce oggi un robusto Governo Monti, con nomi importanti.</p>
<p>A partire da un Super Ministro allo Sviluppo e alle Infrastrutture – Corrado Passera – che, in tandem con il Premier e Ministro dell’Economia – Prof. Mario Monti – e con il supporto del Ministro all’Ambiente – Corrado Clini – , può dare finalmente lo slancio al Paese.</p>
<p> <strong>Auguri al Governo Monti.</strong><br />
 <br />
<strong>E adesso, per favore, un po’ di normalità.</strong></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/innovatorieuropei.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/innovatorieuropei.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/innovatorieuropei.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/innovatorieuropei.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/innovatorieuropei.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/innovatorieuropei.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/innovatorieuropei.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/innovatorieuropei.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/innovatorieuropei.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/innovatorieuropei.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/innovatorieuropei.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/innovatorieuropei.wordpress.com/401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/innovatorieuropei.wordpress.com/401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/innovatorieuropei.wordpress.com/401/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=401&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La nuova Grecia d’Europa siamo noi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 13:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Massimo Preziuso e Moris Gasparri (su Lo Spazio della Politica) Siamo entrati all’inferno. L’Italia è con oggi a pieno titolo nella lista dei Paesi a “rischio default”. Lo ha anche detto un italiano – capo economista dell’OCSE – Pier Carlo Padoan: “non siamo troppo grandi per fallire”. L’Italia è da oggi in tutti i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=394&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://innovatorieuropei.files.wordpress.com/2011/11/inferno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-396" title="inferno" src="http://innovatorieuropei.files.wordpress.com/2011/11/inferno.jpg?w=500" alt=""   /></a><br />
<strong>di Massimo Preziuso e Moris Gasparri (su Lo Spazio della Politica)</strong></p>
<p><strong><br />
</strong>Siamo entrati all’inferno.</p>
<p>L’Italia è con oggi a pieno titolo nella lista dei Paesi a “rischio default”. Lo ha anche detto un italiano – capo economista dell’OCSE – Pier Carlo Padoan: “non siamo troppo grandi per fallire”. L’Italia è da oggi in tutti i club che “non contano”.</p>
<p>In particolare è rientrata (lo era a settembre, quando però gli spread dei titoli pubblici erano sotto i 400 punti base) nel Club dei 500, che non è un network di potere ma è riferito a quei 4 Paesi europei – Grecia, Portogallo, Irlanda ed ora Italia – il cui “costo assicurativo” contro il proprio default (in linguaggio tecnico CDS – Credit Default Swap) è superiore al valore 500 (ovvero il mercato chiede 500 euro per assicurare 10,000 euro di titoli pubblici emessi da quel Paese).E’ poi entrata, sempre oggi, in quella brutta fase di crescita dei tassi di interesse sui propri titoli di stato che avviene “storicamente”, secondo molti economisti, quando si supera il valore del 6% (e oggi l’Italia ha tassi che vanno verso il 6,5%) e porta rapidamente al valore “mortale” del 7% (dove iniziano le fasi di “default tecnico” come in Grecia).</p>
<p>Tutto questo nonostante i continui acquisti di titoli pubblici italiani fatti dalla BCE provino, senza successo, ad aiutarci. Diverse banche internazionali dicono che questo “interventismo” da Francoforte valga altri 80-100 punti base di spread e che quindi, dovesse la BCE abbandonarci al nostro destino, il “vero” valore dei nostri spread sarebbe già di oltre 500 punti base e i nostri tassi di interesse avrebbero già superato il 7%.</p>
<p>In tutto ciò, ed è questa la cosa più preoccupante, l’Italia è sotto attacco per problemi di credibilità politica e di leadership. Lo abbiamo visto in molti momenti nell’ultimo anno, sia in politica internazionale (si veda l’assoluta uscita di scena dal capitolo libico, nonostante un massiccio impiego di forze militari), sia in politica europea (si veda l’uscita di scena graduale e continua dalle decisioni di politica economica e finanziaria) ed in ultimo in politica interna (con una maggioranza che prima ha perso il contatto con l’opposizione tutta, poi con tutte le forze sociali, ed ora si è completamente sfaldata al suo interno, a livello inter ed intra partitico).</p>
<p>Sembra proprio che siamo agli sgoccioli di un paradigma politico che è poi anche fortemente culturale. Il nostro futuro verrà scritto (insieme a quello europeo) in questo mese di novembre, e forse proprio nel G20 di Cannes che si apre nelle prossime ore, nel quale il Bel Paese la farà da “protagonista” forse più della malata Grecia.</p>
<p>Come ne uscirà politicamente l’Italia?</p>
<p>La debolezza del nostro sistema politico e la perdita di credibilità di Berlusconi hanno regalato in questi ultimi mesi a Giorgio Napolitano una posizione di forza sconosciuta in precedenza agli altri presidenti della Repubblica. Sarà lui a guidare politicamente questa fase, soprattutto il probabile passaggio ad un governo di emergenza nazionale guidato da figure esterne.</p>
<p>Il “siamo come la Grecia” per l’Italia ha poi un senso non solo finanziario, ma anche politico. Sapremo essere responsabili nel gestire una fase storica così convulsa, e che ci presenterà sicuramente il conto per gli anni a venire? Nel rispondere a questa domanda dobbiamo considerare anche i possibili scenari negativi. Divisioni politiche, misure rimandate e rimesse in discussione, rimbalzo delle responsabilità, crescita di spinte secessioniste, proteste di piazza guidate dai sindacati, movimenti sociali contrari alle misure di austerità decise dal direttorio franco-tedesco e dalla BCE, settori dell’opinione pubblica che chiederanno il ritorno alla lira, credit crunch per le piccole e medie imprese, aumento della disoccupazione.</p>
<p>E’ il modello greco, e ci conviene studiarlo con attenzione nelle sue evoluzioni. Perché da oggi per i mercati finanziari siamo diventati greci anche noi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/innovatorieuropei.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/innovatorieuropei.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/innovatorieuropei.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/innovatorieuropei.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/innovatorieuropei.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/innovatorieuropei.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/innovatorieuropei.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/innovatorieuropei.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/innovatorieuropei.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/innovatorieuropei.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/innovatorieuropei.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/innovatorieuropei.wordpress.com/394/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/innovatorieuropei.wordpress.com/394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/innovatorieuropei.wordpress.com/394/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=394&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Interview with Sebastian Nerz – Leader of the German Piratenpartei</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 16:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
				<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Innovatori Europei]]></category>

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		<description><![CDATA[Interview with Sebastian Nerz – Leader of the German Piratenpartei by Massimo Preziuso – Innovatori Europei Sebastian Nerz (photo made by Fany Fazii) is a 28 years old bioinformatics from Berlin and Deutsche Pirate Party leader. The Piratenpartei Deutschland are a striking example of how the speed of the Internet and the creativity of people, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=391&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.innovatorieuropei.com/redazione/editoriali/interview-with-sebastian-nerz-leader-of-the-german-piratenpartei">Interview with Sebastian Nerz – Leader of the German Piratenpartei</a> </p>
<p>by Massimo Preziuso – Innovatori Europei</p>
<p>Sebastian Nerz (photo made by Fany Fazii) is a 28 years old bioinformatics from Berlin and Deutsche Pirate Party leader. The Piratenpartei Deutschland are a striking example of how the speed of the Internet and the creativity of people, put together may achieve real and extraordinary change in modern societies. With a mission primarily oriented to issues like the ‘”free Internet”, the “privacy” and the “open government” the Piraten are emerging as primary political actors in Germany, with their 9% in September 2011 regional elections in Berlin, obtained after the success of their older cousins ​​- PiratPartiet – in Sweden (with their 7% in 2009 European elections). </p>
<p>Let’s figure out with Sebastian how this success came and if this wave of positive change is also coming to us and in which form.</p>
<p>Dear Sebastian. First of all thanks for your time.</p>
<p>As you know, Innovatori Europei is both a (light) movement of political ideas – trying to support change in Italy and Europe – and an observatory on new and interesting happenings around the world. For this reason, we have followed with great interest the important result of the Piraten in the regional elections in Germany held this month.</p>
<p>1)    An unexpected success for many, but I guess long planned. How have you grown up and what are the characteristics of your success that can be transmitted to other bottom – up political initiatives born aroud the Internet? </p>
<p>The pirate movement originates from Sweden, where it was founded in 2006. In the same year the German Pirate Party was founded in Berlin. In 2009 the government of Germany proposed the introduction of a censorship system, designated to fight child pornography. While the goal was a good one, the means were not. Building a system that allows to restrict access to websites can only lead to misuse. This proposition led to a very intense discussion in Germany. The pirate party was among the leaders of the opposing parties.</p>
<p>In those days the pirate party Germany grew from roughly 800 to roughly 10.000 members. The discussions have not been nice. Pirates have been named rapists, child molesters, and whatever else because some politicians (and media agencies) did not understand that fighting a mean is not the same as fighting the problem. We kept up fighting against the “Zugangserschwerungsgesetz” law. In the end we won. The law was passed, but it was never actually enforced and has now been canceled.</p>
<p>I believe that this shows: Be true to yourself. Whatever you do, people will attack you for it. People will misunderstand your intentions. Well, then explain it again. And again and again and again.</p>
<p>Afterward the pirate party rebuilt its structures. We needed to adopt to the new situation. Discussions structures working with 800 members are not necessarily working with 10.000 members. This is a very difficult and sometimes frustrating process.</p>
<p>And what we had to learn is how to leave the internet. The net is a wonderful tool to lead discussions with others, to meet and talk, to publish your ideas. But you will never reach all of the people if you stay there. Develop your ideas – and then get out and on a marketplace and discuss your ideas and propositions with the people out there! They have a lot of important things to say. So listen to them. Explain your ideas. Try to work as transparent as possible. If you do it right you have nothing to loose from transparency.</p>
<p>But the most important point is: be honest. Politicians are making errors. This is quite normal. If you try to hide your errors, they are going to come to the light in the worst possible way. So just be honest to your voters and to yourself. And don’t shy away from things only because others are using (or not using) them. You have to find YOUR way of doing stuff and then stick to it.</p>
<p> In short: Use the tools provided in the net to form a group. Meet online and offline. Discuss your ideas. Open your group for external feedback. Work transparent. Be honest. Don’t hide your errors. Don’t hide your success. EXPLAIN your ideas. Many politicians just say „do this“ – but they don’t explain it. This is not going to work for you! </p>
<p>2)    Your activity as Piraten is strongly connected with the Internet, as you work for concepts like Open Governance, Privacy and Free Internet. What is your view on the Renewable energy policies, seen they are very strongly connected with the idea of “distributed political and economic power”? And which is your view on the creation of a real (renewable) energy common market at EU level ? </p>
<p>The pirate party Germany is a strong supporter of renewable energy policies. Politics and economy have to stop being short-sighted. We neither have unlimited supplies of coal nor of oil and we have no idea how to handle the risque of nuclear fission plants (quite apart from the fact that there is no unlimited supply of Uranium either).</p>
<p>And the only way to really build a strong renewable energy market is to build a super-national market. We have lots of sun in southern Europe, there are lots of possibilities for pumped-storage power stations in middle and northern Europe, etc In addition by building a super-national energy market some of the problems (e.g. daily fluctuations of the amount of energy needed) can be solved (or at least reduced).</p>
<p>3)    What are your goals in Germany? You also want to look out, in countries like Italy? Are you thinking about developing a sort of federation of the Pirate Party in Europe? </p>
<p>We want to change the way politics are working. Politics in Germany are traditionally held behind closed doors. Only the results of discussions are being published, how, who and why decisions have been made is seldom known.</p>
<p>In addition politicians are not honest to their voters. They are promising lots of things if an election is upcoming, but after the election has been held, everything is forgotten.</p>
<p>This destroyed the trust between politics and society. In recent polls politicians have been elected the 2nd least favored job. People expect politicians to lie. Thus we have an ever decreasing percentage of people actually voting (usually around 50-60%). This leads to very frightening democratic problems – if the majority of people is not participating in an election, does it really have a democratic legitimacy?</p>
<p>So we want to change the way politics are working. We want to achieve transparent and open politics. And our experience shows us that people are accepting errors. Politicians are human and human tend to make errors. That is okay! Hiding an error is not.</p>
<p>Apart from that we want to establish more participation processes. People should be able to participate in democratic processes. Politicians need their feedback in order to build working laws – so there should be a strong participation process established in our democracy. At the moment people are not able to participate apart from the regular elections. So we want to change this too.</p>
<p>Another important point are human and civil rights. The last years have seen quite a number of security laws being passed (data retention policies as a recent example). The balance between freedom and security has been tipped towards security. We have to re-balance this scale! Security laws have to be checked for their efficiency and whether they are really needed.</p>
<p>I could continue writing a long essay – about education, why its needed for a stable and democratic society and why the current educational systems in Germany are not sufficient. About a former welfare-state that has reduced its social systems to something that is not worthy of this name – but this would take too long.</p>
<p>In short: We want to change politics. We want to rebuild a social-liberal, democratic, free society with educated citizens, a strong social system, a transparent state that leaves the citizens to themselves and open politics allowing intense participation.</p>
<p>4)    Europe is undergoing a complicated time, mainly as a natural result of global phenomena: there is a huge part of the world that rapidly grows and leave western countries poorer. What can we expect in the coming months and years? Shall Europe return to be protagonist, or shall we risk it leaving the main scene? </p>
<p>This will depend strongly on our own decisions. Are we re-enforcing the European bonds or are we trying to hide between national interests? Are we capable of building a strong super-national, democratic society or do we continue using the EU for unpopular decisions?</p>
<p>Europe has a strong economy, many talented engineers and well-educated citizens. We have all the resources we need to stay strong and wealthy in a globalized world. But we have to re-invent the European idea to achieve this goal. </p>
<p>And we have to accept that other parts of the world have a right to live good as well! We cannot continue to live on the cost of others. Following that path could only lead to problems.</p>
<p>5)    What is your advice to citizens who want to commit in a beautiful country in a deep and unique crisis period (like Italy)? </p>
<p>Get some information about the root of the problems. Talk about them. Unite with other citizens. Don’t let yourself be frustrated, because whatever you want to achieve, it will take time and it won’t be easy. And don’t let yourself be stopped by minor problems or differences.</p>
<p>It is quite often that we see unification of diverse civil rights organizations working for an important common target. And then they split about some minor differences. This is plain stupid. As long as the main goal is more important then the differences one should continue working together to achieve it! This does not mean that you will continue to do so for all eternity. And perhaps you will have divergent goals in different issues.</p>
<p>That’s okay. Combine for your main goal, diverge for your secondary goals. That way you can achieve much more!</p>
<p>Another important topic is spreading information. The modern net provides lots of new and interesting opportunities to spread information! Start a blog, link with others, use Twitter, Facebook or Google+ to build networks. Yesterday I have listened to a presentation made by a German civil rights activist. She told us „Even if your blog is only read by two people, it is well worth writing it! Two people are two more then zero“. She is right. Perhaps those two are talking to their friends. And they continue to do so – and suddenly everyone is talking about your ideas!</p>
<p>And don’t let yourself be deflected. Perhaps you are reaching some minor goals – but this does not mean that you can stop working! Being a civil rights activist is an ongoing job. And it is one that you can never stop. Because what was won in several years can be lost in days.</p>
<p>6)    To end this interview with a proposal: in Italy various innovative inter – parties political initiatives are starting (i.e. The Outsiders, whose I am a founding member) and I imagine the same is happening in your country. Would you like to see Germany and Italy closer via their innovative political movements? What do you think about the creation of a Deutsche – Italian (and later European) network? I am certain it would be a great way for our countries to learn each other from different but strong experiences.</p>
<p>Super-national networks are very, very important. As I have already stated the pirate movement was intentionally founded as a super-national network of parties. Many of our current problems are in fact not national but super-national – so the only way to handle them is on this level!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/innovatorieuropei.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/innovatorieuropei.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/innovatorieuropei.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/innovatorieuropei.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/innovatorieuropei.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/innovatorieuropei.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/innovatorieuropei.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/innovatorieuropei.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/innovatorieuropei.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/innovatorieuropei.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/innovatorieuropei.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/innovatorieuropei.wordpress.com/391/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/innovatorieuropei.wordpress.com/391/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/innovatorieuropei.wordpress.com/391/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=391&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Berlusconi è un lusso che non possiamo più permetterci</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 21:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimo Preziuso (pubblicato su Lo Spazio della Politica) Partiamo da un fatto molto negativo. L’Italia è entrata rapidamente e a pieno titolo nel gruppo dei cosiddetti PIIGS – Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, nonostante il Governo e le istituzioni internazionali ci avessero detto in varie occasioni che tale enorme rischio fosse scongiurato, fondamentalmente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=388&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Massimo Preziuso  (pubblicato su Lo <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2011/08/berlusconi-e-un-lusso-che-non-possiamo-piu-permetterci/">Spazio della Politica</a>)     </p>
<p>Partiamo da un fatto molto negativo. L’Italia è entrata rapidamente e a pieno titolo nel gruppo dei cosiddetti PIIGS – Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, nonostante il Governo e le istituzioni internazionali ci avessero detto in varie occasioni che tale enorme rischio fosse scongiurato, fondamentalmente grazie alle politiche di contenimento del deficit del ministro Tremonti.</p>
<p>Questo perché, dopo tre anni di crisi, l’Italia ha contemporaneamente perso l’occasione storica di ristrutturare il proprio sistema economico e dare slancio ad una economia che nella crisi ha perso un 6% di PIL e si trova oggi ai livelli di ricchezza degli anni’90, con livelli di produttività industriale bassissimi e livelli di consumi in serio affanno, in un Paese che oggi è nei fatti più povero.</p>
<p>Per anni in Italia si parlava della Spagna come un Paese “economicamente inferiore”, a tratti trainato da bolle di crescita speculativa. Ed in effetti, in teoria l’Italia aveva ed ha una struttura economica e finanziaria più robusta di quella spagnola. Eppure, in pochi mesi, queste due economie si trovano mano nella mano nel buio della crisi. E in tutto questo, mentre il premier Zapatero pochi giorni fa si è dimesso per provare ad attenuare le tensioni del mercato spagnolo, ieri il nostro premier Berlusconi ha continuato a sostenere (come più volte durante questi ultimi anni) che il Paese è stabile e forte, che il sistema bancario è a riparo da rischio, che esiste una congiura dei mercati e della politica contro il Sistema Italia e il suo governo. E oggi, mentre i mercati vivevano una giornata pesantissima, ha addirittura invitato chi avesse soldi a comprare le azioni delle sue aziende.</p>
<p>Detto questo, la situazione che viviamo è delicatissima ed è racchiusa bene in alcuni fatti di Borsa.</p>
<p>Dopo il discorso “rassicurante” di ieri del Premier alle Camere, oggi i titoli azionari di tre gruppi fondamentali per l’economia italiana come Fiat, Unicredit e Intesa San Paolo lasciano sul campo intorno al 10%.</p>
<p>L’indice azionario FTSE MIB, dopo essere andato in tilt verso la chiusura per un “problema tecnico”, ha lasciato sul campo circa il 5%.</p>
<p>Negli ultimi sei mesi, un gigante dell’impiantistica come Maire Engineering ha perso il 70% della propria capitalizzazione, mentre nei soli ultimi due il colosso di stato della difesa, Finmeccanica, ne ha perso il 50%.</p>
<p>Il valore totale della Borsa italiana è oggi di circa 442 miliardi di Euro ovvero poco più del valore delle sole Apple e Google messe insieme (che valgono circa 400 miliardi di Euro).</p>
<p>In parallelo a questo, continua la corsa dei rendimenti dei BTP (i titoli pubblici italiani) che oggi raggiungono un differenziale massimo (dall’introduzione dell’euro) indicando quanto difficile e oneroso sia diventato collocarli sul mercato.</p>
<p>Tutto questo fa venire in mente una cosa importante, ovvero che non solo le singole aziende ma il Paese tutto è scalabile.</p>
<p>E quando un intero Paese è scalabile si rischia di perdere indipendenza e sovranità, dopo aver perso credibilità internazionale.</p>
<p>Ed alla fine dei conti, questa brutta situazione ha fondamentalmente a che fare con una questione molto semplice: la assoluta perdita di credibilità del nostro Paese a livello internazionale, che è fortemente data da chi lo governa.</p>
<p>Ma in tutto questo il nostro Premier ha chiaramente detto che il suo Governo va avanti fino al 2013, perché così gli italiani hanno deciso.</p>
<p>Mi chiedo: ce lo possiamo permettere? O è il caso che tutti insieme – politica, parti sociali e società civile – si uniscano per proporre rapidamente una soluzione nuova e sostenibile, che eviti un possibile disastro economico e sociale in Italia? </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/innovatorieuropei.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/innovatorieuropei.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/innovatorieuropei.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/innovatorieuropei.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/innovatorieuropei.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/innovatorieuropei.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/innovatorieuropei.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/innovatorieuropei.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/innovatorieuropei.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/innovatorieuropei.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/innovatorieuropei.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/innovatorieuropei.wordpress.com/388/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/innovatorieuropei.wordpress.com/388/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/innovatorieuropei.wordpress.com/388/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=388&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>IL 12 E 13 GIUGNO VOTA SI AI REFERENDUM</title>
		<link>http://innovatorieuropei.wordpress.com/2011/06/07/il-12-e-13-giugno-vota-si-ai-referendum/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 09:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[IL 12 E 13 GIUGNO VOTA SI AI REFERENDUM   IL 12 E 13 GIUGNO VOTA SI AI REFERENDUM:    - i primi due sulla PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA referendum popolare n. 1 Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione; VOTA SI’ perché i comuni siano liberi di scegliere a chi far [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=383&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a title="Permanent Link to IL 12 E 13 GIUGNO VOTA SI AI REFERENDUM" href="http://www.innovatorieuropei.com/redazione/editoriali/il-12-e-13-giugno-vota-si-ai-referendum">IL 12 E 13 GIUGNO VOTA SI AI REFERENDUM</a></h2>
<p><strong><a href="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/06/logo_IE-full_logo.jpg"><img title="logo_IE-full_logo" src="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/06/logo_IE-full_logo.jpg" alt="" width="130" height="121" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>IL 12 E 13 GIUGNO VOTA SI AI REFERENDUM:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>- i primi due sulla <strong>PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA</strong></p>
<ul>
<li><strong>referendum popolare n. 1</strong><br />
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione;</li>
</ul>
<p><strong>VOTA SI’ perché i comuni siano liberi di scegliere a chi far gestire la propria </strong><strong>acqua</strong></p>
<ul>
<li><strong>referendum popolare n. 2</strong><br />
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;</li>
</ul>
<p><strong>VOTA SI’ perché nessuno possa lucrare su un bene primario come l’acqua</strong></p>
<p>- il terzo sulla produzione di <strong>ENEGIA NUCLEARE</strong></p>
<ul>
<li><strong>referendum popolare n. 3</strong><br />
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;</li>
</ul>
<p><strong>VOTA SI’ perché l’Italia investa sul futuro: fonti energetiche sostenibili, più economiche, più sicure del nucleare</strong></p>
<p>- il quarto sul mantenimento del<strong> </strong><strong>LEGITTIMO IMPEDIMENTO</strong><strong> </strong>del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri</p>
<ul>
<li><strong>referendum popolare n. 4</strong><br />
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.</li>
</ul>
<p><strong>VOTA SI’ perché la legge deve essere uguale per tutti</strong></p>
<p><strong>Non lasciare ad altri il diritto di decidere del tuo futuro.</strong></p>
<p><strong>Quattro sì per dare nuova speranza all’Italia! </strong></p>
<p><strong>E’ importante andare a votare e invitare tutti a fare altrettanto</strong></p>
<p><strong>GLI INNOVATORI EUROPEI</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/innovatorieuropei.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/innovatorieuropei.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/innovatorieuropei.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/innovatorieuropei.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/innovatorieuropei.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/innovatorieuropei.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/innovatorieuropei.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/innovatorieuropei.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/innovatorieuropei.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/innovatorieuropei.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/innovatorieuropei.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/innovatorieuropei.wordpress.com/383/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/innovatorieuropei.wordpress.com/383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/innovatorieuropei.wordpress.com/383/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=383&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Energia nucleare e Referendum – Domande e risposte</title>
		<link>http://innovatorieuropei.wordpress.com/2011/05/23/energia-nucleare-e-referendum-%e2%80%93-domande-e-risposte/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 08:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Energia nucleare e Referendum – Domande e risposte  di Carloalberto Sartor Le centrali nucleari ci liberano dal petrolio e salvano l’ambiente? con l’energia elettrica non possiamo oggi scaldare le nostre case, cucinare, muovere camion, navi, auto, moto, trattori, aerei solo rottamando milioni e milioni di impianti di riscaldamento e di veicoli a combustione potremmo evitare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=379&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a title="Permanent Link to Energia nucleare e Referendum – Domande e risposte" href="http://www.innovatorieuropei.com/redazione/editoriali/energia-nucleare-e-referendum-domande-e-risposte">Energia nucleare e Referendum – Domande e risposte</a></h2>
<p><a href="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/05/nucleare.jpg"><img title="nucleare" src="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/05/nucleare.jpg" alt="" width="202" height="189" /></a> di Carloalberto Sartor</p>
<p><strong>Le centrali nucleari ci liberano dal petrolio e salvano l’ambiente?</strong></p>
<ul>
<li>con l’energia elettrica non possiamo oggi scaldare le nostre case, cucinare, muovere camion, navi, auto, moto, trattori, aerei</li>
<li>solo rottamando milioni e milioni di impianti di riscaldamento e di veicoli a combustione potremmo evitare di ricorrere ai combustibili tradizionali</li>
<li>per evitare grandi perdite di energia, le centrali elettriche (nucleari e non) vanno collocate “dove servono” e la loro distribuzione dovrebbe essere capillare</li>
<li>solo attraverso una capillare distribuzione dell’energia elettrica prodotta, sarebbe possibile sfruttarla efficacemente. Cio’ richiede fattibilita’, costi di realizzazione, riduzione delle perdite elettriche nelle linee, etc</li>
<li>quindi le centrali elettriche non ci liberano dai combustibili fossili, non riducono le emissioni di CO2, non rappresentano la soluzione alle problematiche energetiche mondiali</li>
<li>di conseguenza le centrali nucleari (che sono centrali elettriche) non possono risolvere i nostri problemi energetici, non salvano l’ambiente dalle emissioni di CO2, non permettono un’economia “diversa” da quella attuale</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Quali sono i reali costi del nucleare?</strong></p>
<ul>
<li>L’emissione di radioattivita’ delle scorie si dimezza in migliaia di anni, rendendo praticamente “eterna” la potenziale emissione di radioattivita’ pericolosa. Un tempo enorme che comporta costi spropositati di gestione e rischi difficilmente eliminabili con certezza di emissioni radioattive nell’ambiente</li>
<li>ad oggi non e’ stata trovata una tecnologia che permetta l’eliminazione “rapida” di queste scorie, per cui insistere su queste tecnologie e’ insensato e coinvolge le generazioni future in un “mutuo” decisamente arrischiato</li>
<li>i costi delle centrali nucleari vanno quindi ricalcolati aggiungendo tutti i costi di gestione connessi: gestione delle scorie, elettrificazione capillare del territorio, conversione di mezzi e impianti di riscaldamento</li>
<li>In italia stiamo ancora spendendo miliardi di euro per la dismissione di centrali nucleari chiuse da decenni</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Chi investe oggi nel nucleare “attuale”?</strong></p>
<ul>
<li>Nessuno. Non c’e’ alcuna corsa alla realizzazione di centrali nucleari basate sulle attuali tecnologie perche’ esse non risolvono alcuno dei nostri problemi energetici ed ambientali</li>
<li>I motivi sono semplici: costi astronomici, rischi di incidenti, difficolta’ di collocazione. Ecco perche’ tra i tanti paesi industrializzati, perfino gli USA non realizzano piu’ nuove centrali nucleari ma si limitano a mantenere attivi gli impianti esistenti, “a perdere”, in attesa di future e diverse tecnologie, meno problematiche</li>
<li>il Dipartimento dell’Energia (DoE, fonte certamente difficilmente definibile “ecologista”) indica in documenti ufficiali il progressivo disimpegno degli USA nell’utilizzo di centrali nucleari. Si passa dall’attuale 14.5% per cento al 12% tra vent’anni, attraverso una progressiva e costante dismissione degli impianti esistenti, chiaro “funerale” dell’energia nucleare basata sulle attuali tecnologie</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>L’energia nucleare e’ rischiosa?</strong></p>
<ul>
<li>I rischi esistono e non sono certo “rischi di gioventu’”. Chernobyl, Fukushima sono solo i casi piu’ gravi. Al mondo si sono verificati centinaia di incidenti piu’ o meno gravi, che hanno dimostrato la sostanziale impossibilita’ di utilizzo “sicuro” del nucleare, anche dove e’ stato fatto “tutto il possibile” per evitare incidenti</li>
<li>i rischi derivanti dalla continua circolazione di materiale radioattivo sono grandi e legati a diversi fattori (incidenti, calamita’, terrorismo, uso improprio, etc)</li>
<li>la capacita’ di evitare incidenti derivanti da guasti, errrori umani e calamita’ naturali, non aumenta con il passare del tempo. Pertanto la tecnologia nucleare attuale si dimostra di fatto intrinsecamente rischiosa</li>
<li>l’indubbia efficienza nipponica, la loro capacita’ di convivere con i terremoti e la grande capacita’ di gestione delle tecnologie non e’ stata sufficiente ad evitare che un evento prevedibile e previsto causasse un disastro di proporzioni ancora difficilmente misurabili, con effetti locali e globali ancora da stabilire</li>
<li>con le centrali elettriche tradizionali non c’e’ possibilita’ di incidenti di cosi’ grande impatto</li>
<li>un disastro nucleare ha effetti planetari, non solo locali</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>I molti problemi aperti</strong></p>
<ul>
<li>ogni centrale ha lunghe fasi di manutenzione che bloccano la produzione continuativa per tempi non indifferenti, per cui le centrali devono essere realizzate in numero sovrabbondante per poter garantire una produzione continuativa dell’energia necessaria. Questa ridondanza aumenta ulteriormente i costi</li>
<li>l’energia elettrica richiede capillari linee di distribuzione, non sempre realizzabili. L’energia deve essere prodotta quindi “nei pressi” dell’utilizzatore finale. Il trasporto su lunga distanza ha costi notevoli e non sempre e’ possibile realizzarlo</li>
<li>il combustibile nucleare ha altissimi costi di produzione, trasporto, trattamento, riciclaggio, stoccaggio, oltre che di sicurezza, per impedire che venga trafugato od utilizzato in modo improprio</li>
<li>esattamente come per i combustibili tradizionali esistono problematiche commerciali e geo-politiche non indifferenti</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Riflessioni per il referendum</strong></p>
<ul>
<li> forse in futuro le tecnologie nucleari potranno darci risposte a molti problemi. Oggi “questo” nucleare costa troppo, e’ rischioso e puo’ essere sostituito da altre fonti di energia elettrica meno problematiche</li>
<li>solo in questo modo potremo evitare scelte “di mercato” del tutto lontane dagli effettivi interessi e necessita’ delle persone</li>
</ul>
<p><strong>Ai referendum del 12 e 13 Giugno diciamo quindi un chiaro e forte SI all’abrogazione dei progetti nucleari del governo</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/innovatorieuropei.wordpress.com/379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/innovatorieuropei.wordpress.com/379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/innovatorieuropei.wordpress.com/379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/innovatorieuropei.wordpress.com/379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/innovatorieuropei.wordpress.com/379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/innovatorieuropei.wordpress.com/379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/innovatorieuropei.wordpress.com/379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/innovatorieuropei.wordpress.com/379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/innovatorieuropei.wordpress.com/379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/innovatorieuropei.wordpress.com/379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/innovatorieuropei.wordpress.com/379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/innovatorieuropei.wordpress.com/379/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/innovatorieuropei.wordpress.com/379/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/innovatorieuropei.wordpress.com/379/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=379&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>E adesso l’Italia agli ingegneri!</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 19:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovatori Europei]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[E adesso l’Italia agli ingegneri!  di Massimo Preziuso (pubblicato su Lo Spazio della Politica) Da giovane ingegnere mi è tornata alla mente una cosa che penso da tempo. Ovvero che, da quando in questo Paese il ruolo degli ingegneri è diventato sempre più marginale nelle imprese pubbliche e private, ma più in generale nella società, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=377&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a title="Permanent Link to E adesso l’Italia agli ingegneri!" href="http://www.innovatorieuropei.com/redazione/editoriali/e-adesso-litalia-agli-ingegneri">E adesso l’Italia agli ingegneri!</a></h1>
<p><a href="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/03/ingegnere-300x227.jpg"><img title="ingegnere-300x227" src="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/03/ingegnere-300x227-150x150.jpg" alt="" width="203" height="180" /></a> di Massimo Preziuso (pubblicato su <a href="http://www.lospaziodellapolitica.com/2011/03/e-adesso-litalia-agli-ingegneri/">Lo Spazio della Politica</a>)</p>
<p>Da giovane ingegnere mi è tornata alla mente una cosa che penso da tempo. Ovvero che, da quando in questo Paese <strong>il ruolo degli ingegneri</strong> è diventato sempre più marginale nelle imprese pubbliche e private, ma più in generale nella società, il Paese è pian piano diventato incapace di programmare ed attuare progetti ed investimenti di medio – lungo periodo. In questo senso, il caso della repentina e brusca approvazione da parte del governo del Decreto Rinnovabili è di scuola.</p>
<p>Qui si è visto all’opera l’approccio di una classe dirigente culturalmente indifferente alla programmazione, che non capisce che lo sviluppo di un Paese è semplicemente frutto del completamento di un insieme variegato di progetti e programmi possibilmente basati su tecnologie innovative, e che la realizzazione di questi richiede fondamentalmente il poter operare in scenari regolamentari il più possibile certi. Con la approvazione di un Decreto che vuole sostanzialmente annientare l’unica industria in crescita, in maniera anti ciclica, nel nostro paese – quella delle rinnovabili – risulta così ancora di più evidente<strong> l’assenza di un approccio manageriale – sistemico</strong> (proprio della cultura ingegneristica) allo sviluppo del Paese. Ed è per questo che l’Italia dei talenti imprenditoriali degli ingegneri Olivetti e Mattei è ormai un luogo lontano.</p>
<p><strong>L’assenza dell’ingegnere dalla scena pubblica e privata comincia dalle Università</strong>. Basti guardare l’andamento delle iscrizioni negli ultimi venti anni: i giovani – assecondando i messaggi di una società che diceva loro che quel che conta davvero sono le cosiddette “soft skills” e non quelle “hard” – hanno pian piano abbandonato gli studi ingegneristici e si sono diretti verso le facoltà umanistiche (o al massimo ad Economia e Commercio).</p>
<p><strong>Continua nel mondo delle imprese</strong>, oggi governate principalmente da professionisti con profili giuridici – economici, che portano con sé nella gestione societaria una logica manageriale di tipo amministrativo e burocratico, proprio oggi che una società complessa, sempre più basata su paradigmi tecnologici di breve durata e rapidissima intensità di crescita, dovrebbe svilupparsi attorno alle competenze tecniche e alla “cultura di progetto”, che un ingegnere più di tutti detiene, per formazione e forma-mentis.</p>
<p><strong>Infine è presente nella politica</strong>. Mentre in Cina il potere politico è gestito da ingegneri (tra gli altri, Premier e Vice Premier lo sono) – e forse anche grazie a ciò quell’enorme e complesso Paese è riuscito a pianificare con un programma pluridecennale la crescita di quella che a breve diventerà la prima potenza economica del pianeta – in Italia esso è principalmente gestito <strong>da personalità di formazione giuridico – umanistica</strong> (il Premier è laureato in legge, il nostro Ministro dell’economia è un commercialista, il Ministro dello Sviluppo Economico ha la licenza liceale).</p>
<p>E’ per tutto questo che auspico a noi tutti che “l’Italia torni agli ingegneri e presto”, pena la fine di questo Paese.</p>
<p>Nota: L’articolo è chiaramente provocatorio, ma vuole mettere in risalto un fatto concreto: l’assenza dalla scena di quelle professionalità di formazione scientifica – che l’ingegnere rappresenta – che potrebbero invece far decollare il Sistema Italia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/innovatorieuropei.wordpress.com/377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/innovatorieuropei.wordpress.com/377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/innovatorieuropei.wordpress.com/377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/innovatorieuropei.wordpress.com/377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/innovatorieuropei.wordpress.com/377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/innovatorieuropei.wordpress.com/377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/innovatorieuropei.wordpress.com/377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/innovatorieuropei.wordpress.com/377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/innovatorieuropei.wordpress.com/377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/innovatorieuropei.wordpress.com/377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/innovatorieuropei.wordpress.com/377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/innovatorieuropei.wordpress.com/377/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/innovatorieuropei.wordpress.com/377/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/innovatorieuropei.wordpress.com/377/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=377&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La positiva fuga dei cervelli, Controesodo e la necessità di attrarre talenti stranieri</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 19:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[ICT]]></category>
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		<description><![CDATA[La positiva fuga dei cervelli, Controesodo e la necessità di attrarre talenti stranieri di Massimo Preziuso In questa soleggiata domenica mattina – dopo la lettura su The Economist dell’articolo dal titolo Italy’s brain drain. No Italian jobs. Why Italian graduates cannot wait to emigrate - mi viene voglia di scrivere alcune cose su un tema che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=372&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a title="Permanent Link to La positiva fuga dei cervelli, Controesodo e la necessità di attrarre talenti stranieri" href="http://www.innovatorieuropei.com/redazione/editoriali/la-positiva-fuga-dei-cervelli-e-la-necessita-di-attrarre-laureati-stranieri">La positiva fuga dei cervelli, Controesodo e la necessità di attrarre talenti stranieri</a></h2>
<p><img title="Italy's brain drain" src="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/01/Italys-brain-drain.jpg" alt="Italy's brain drain" width="258" height="202" /></p>
<p>di Massimo Preziuso</p>
<p>In questa soleggiata domenica mattina – dopo la lettura su The Economist dell’articolo dal titolo <a href="http://www.economist.com/node/17862256">Italy’s brain drain. No Italian jobs. Why Italian graduates cannot wait to emigrate </a>- mi viene voglia di scrivere alcune cose su un tema che è da tempo centrale per l’Italia e di cui nelle ultime settimane si parla (anche grazie alla approvazione bi-partisan della iniziativa ”<a href="http://www.controesodo.it/?page_id=1112">Controesodo</a>“), che io chiamo “della fuga e dell’attrazione dei cervelli, italiani e stranieri”.</p>
<p>Parto subito dalla fine. Io credo che la legge approvata – conosciuta come <a href="http://www.controesodo.it/?page_id=1112">Controesodo</a> - e che in sintesi darà la possibilità a cittadini italiani (o stranieri che abbiamo risieduto in Italia per almeno due anni) che lavorano all’estero da alcuni anni di rientrare ottenendo una “fiscalità agevolata”, è di sicuro un passo avanti che va apprezzato, ma è una occasione sprecata per fare quello che si doveva fare, ovvero “attrarre” talenti stranieri.</p>
<p>Infatti non ho davvero capito perchè non si è voluto cogliere questa opportunità unica di collaborazione tra i due schieramenti su un tema così centrale per il futuro del paese per portare a casa una legge completa, che ci potesse permettere finalmente di recuperare il vero gap che, come Paese, abbiamo rispetto a tutti i Paesi OCSE: quello del <strong>flusso netto negativo di laureati</strong> (si veda la figura sotto).</p>
<p><img title="Flusso netto di laureati" src="http://www.innovatorieuropei.com/wp-content/uploads/2011/01/Flusso-netto-di-laureati.gif" alt="Flusso netto di laureati" width="263" height="259" /></p>
<p>E’ lì infatti il “caso italiano” e non nella - a mio avviso positiva - fuga di giovani (e meno giovani) talenti (e non talenti) verso l’estero. Quest’ultima infatti può essere e deve essere una grande opportunità.</p>
<p>Il nostro Paese è affondato e continua ad affondare in termini di competitività e questo lo si può spiegare anche con questa semplice immagine: mentre gli importanti cantieri dell’Aquila in ricostruzione sono pieni di lavoratori stranieri e nessun italiano (in un Paese con un tasso di disoccupazione giovanile di quasi il 30%!), nelle nostre università e nelle nostre aziende i laureati extra-italiani (europei e non) sono assenti.</p>
<p>Ecco perchè sarebbe stato necessario estendere l’incentivazione fiscale di “Controesodo” ai laureati “skillati” (con certi criteri da stabilire – ad esempio definendo una quota massima per singolo continente) extra – italiani che decidessero di venire a lavorare in Italia, accettando un lavoro, e risiedervi per almeno 3-5 anni.</p>
<p>Sono convinto (ma immagino non solo io) che l’attrazione in Italia anche di alcune centinaia di laureati provenienti da Cina, India, Brasile, Sud Africa, Israele, etc, apporterebbe un enorme ”effetto positivo” al nostro Paese e che questo sarebbe anche molto maggiore dell’attrazione dello stesso numero di laureati italiani che vivono bene e fanno bene nelle loro professioni in Stati Uniti, Inghilterra, Germania o Brasile (sebbene chiaramente le due “attrazioni” non siano in antagonismo tra loro).</p>
<p>Questi ultimi infatti forse (e sperabilmente) torneranno un domani, non solo perchè attratti da un beneficio fiscale, perchè avranno voglia di accettare nuove sfide, per le quali avranno valutato un ”costo / beneficio”  positivo, nel loro Paese di origine. Ed allora porteranno in patria un enorme capitale di esperienza e di conoscenza che beneficierà tutti noi.</p>
<p>Ma intanto, attraendo in Italia laureati stranieri, avremmo potuto (e spero potremo) iniziare a creare quei “ponti di conoscenza e di cultura” con gli altri Paesi europei e soprattutto con i Paesi emergenti (come Cina, Brasile, India), come da decenni paesi che sono nostri pari (come la Germania, l’Inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti) fanno.</p>
<p>Concludo con l’auspico che il 2011 veda la nostra politica continuare nella direzione tracciata da Controesodo, ed apportarne in qualche modo questa aggiunta, per non perdere questa enorme ed unica opportunità di sviluppo.</p>
<p><em>N.B. L’immagine e la tabella utilizzati sono tratti dall’articolo di The Economist</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/innovatorieuropei.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/innovatorieuropei.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/innovatorieuropei.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/innovatorieuropei.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/innovatorieuropei.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/innovatorieuropei.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/innovatorieuropei.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/innovatorieuropei.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/innovatorieuropei.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/innovatorieuropei.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/innovatorieuropei.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/innovatorieuropei.wordpress.com/372/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/innovatorieuropei.wordpress.com/372/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/innovatorieuropei.wordpress.com/372/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=372&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Flusso netto di laureati</media:title>
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		<title>L’equivoco della democrazia</title>
		<link>http://innovatorieuropei.wordpress.com/2010/12/16/l%e2%80%99equivoco-della-democrazia/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 13:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’equivoco della democrazia di Alessandro Berni Pensieri indirizzati a quei parlamentari che considerano i propri principi come denti cariati da curare ricoprendoli d’oro. Durante la Seconda Repubblica si è aperto un abisso tra onestà e Parlamento; si è riuscito a normalizzare l’osceno in faccia agli italiani, senza alcun argomento politico si è cominciato a offrire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=369&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’equivoco della democrazia</p>
<p>di Alessandro Berni</p>
<p>Pensieri indirizzati a quei parlamentari che considerano i propri principi come denti cariati da curare ricoprendoli d’oro.</p>
<p>Durante la Seconda Repubblica si è aperto un abisso tra onestà e Parlamento; si è riuscito a normalizzare l’osceno in faccia agli italiani, senza alcun argomento politico si è cominciato a offrire poltrone, appalti e fette di potere in cambio di sostegno al Governo.</p>
<p>In questi giorni, Silvio Berlusconi ha iniziato a colmare il vuoto lasciato dai parlamentari del FLI e di tutti quelli che lo hanno abbandonato durante questa legislatura. Al momento ha appena tre voti di vantaggio, ma appena finite le votazioni del 14 dicembre ha candidamente ammesso che non vede difficoltà insormontabili per ampliare i risicati numeri su cui può contare oggi il proprio esecutivo.</p>
<p>Parole dette serenamente, per confermare che ogni onorevole è considerato dal Presidente del Consiglio non come un essere vivente, bensì come un elemento strumentale, rimpiazzabile ad oltranza.</p>
<p>Nessuno si scomodi a informare di quest’evidenza la maggioranza dei parlamentari che hanno votato la fiducia a questo Governo. La sanno e non perdono un’occasione per dimostrare che se ne fregano. Non si curano della propria dignità e del proprio amor proprio, figurarsi di quello degli italiani.</p>
<p>Il risultato è che non esiste nessun piano governativo su cui si basa la neonata maggioranza se non quello del mantenimento del potere. Tutto il resto è funzionale, è la disumanizzazione totale di tutti i rapporti politici, ormai ridotti ad essere come quelli tra una cosa e colui che se ne serve. Tristemente, è necessario aggiungere che la cosa in questione è il Parlamento, la democrazia e colui che se ne serve è Silvio Berlusconi.</p>
<p>Martedì 14 dicembre 2010, intanto che nelle due Camere c’era una compravendita in corso, per proteggerle dal popolo che le ha elette era stata tracciata una zona rossa.</p>
<p>L’Italia con le sue urgenze e i suoi bisogni reali non poteva entrare tanto meno avvicinarsi ai due rami del Parlamento.</p>
<p>Nelle solite ore il debito pubblico nazionale toccava un nuovo record e questa non è una notizia eccezionale perché succede ogni giorno: l’attuale politica economica italiana si basa su un debito pubblico che vale più di ieri e meno di domani.</p>
<p>Quest’aspetto, insieme all’aumento della pressione fiscale sta portando allo stringere della base sociale del benessere. Per valore economico e per libertà politica l’Italia sta uscendo dall’Occidente, si sta tramutando in una palude e Silvio Berlusconi di questo pantano ne è il sultano oppure il rospo, come preferite.</p>
<p>La democrazia in Italia c’è ancora, ma vive sommersa nella marea del materialismo.</p>
<p>Nel disincanto nazionale, garriscono i leccaculo in Parlamento come in televisione, spacciano narcolessia, formaggini, camicie aperte e gambe nude, interpretano l’informazione come liturgia del potere, senza alcun talento se non quello di vivere senz’anima.</p>
<p>Da sette anni vivo fuori dal mio Paese e posso dire che di quell’aspetto serissimo che è la crisi internazionale l’unica cosa buffa rimasta sembrano essere gli italiani, ma per quanto?</p>
<p>Chi scrive queste parole è un semplice italiano all’estero, uno dei tanti laureati trilingue in giro per il mondo che nella città dove ha scelto di vivere lavora il doppio per dimostrare di valere la metà e lo fa ogni giorno e volentieri.</p>
<p>Chi scrive è un apolide suo malgrado che non ha dimenticato la fierezza delle proprie origini, che Silvio Berlusconi è solo una squallida meteora, seppur lunghissima della storia gloriosa di cui può fregiarsi il proprio Paese.</p>
<p>Chi scrive è qualcuno in esilio preventivo che per le ultime signore e signori che hanno vilmente aspettato le ore precedenti alla votazione della fiducia per smascherare le proprie intenzioni e per offrire il proprio sostegno all’attuale governo sarebbe pieno di domande, ma che invece ne farà solo una, anzi due:</p>
<p>Una vita senza dignità che vita è?</p>
<p>Una vita senza orgoglio e senza valori, a cosa serve?</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p>Alessandro Berni, Parigi</p>
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		<title>Ragionamenti del secondo ordine. Il terzo polo vince la corrida.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 13:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>innovatorieuropei</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ragionamenti del secondo ordine. Il terzo polo vince la corrida di Aldo Perotti In alcuni studi di meccanica ma anche in altre materie si parla di “effetti del secondo ordine”. Si tratta di studi effettuati con formule matematiche più complesse, che vanno al di là di un ragionamento semplicemente lineare di proporzionalità sulla causa-effetto, arrivando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=innovatorieuropei.wordpress.com&amp;blog=2810767&amp;post=367&amp;subd=innovatorieuropei&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragionamenti del secondo ordine. Il terzo polo vince la corrida</p>
<p>di Aldo Perotti</p>
<p>In alcuni studi di meccanica ma anche in altre materie si parla di “effetti del secondo ordine”. Si tratta di studi effettuati con formule matematiche più complesse, che vanno al di là di un ragionamento semplicemente lineare di proporzionalità sulla causa-effetto, arrivando a spiegare meglio determinati fenomeni.<br />
Facciamo quindi un ragionamento più approfondito, più articolato. In un ragionamento “semplice” Fini ha sfidato Berlusconi con l’intento di piegarlo ai suoi voleri o comunque di disarcionarlo dalla guida del Governo. Berlusconi ha quindi semplicemente, con ogni mezzo, fatto in modo di riuscire vincitore da questa sfida teoricamente salvando la poltrona e dimostrando di essere “più forte” o comunque in grado di recuperare attorno a se consenso.<br />
Ma facciamo un passo indietro. Ci ricordiamo che a fine estate, a settembre, qualcuno aveva ipotizzato elezioni entro Natale per sfruttare la posizione di forza del Governo e quella di debolezza dei fuoriusciti Finiani in quel momento solo un gruppuscolo senza le idee chiare. Fini, in quel momento ancora al Governo, costrinse Berlusconi a presentarsi in parlamento con cinque punti sui quali Fini e i suoi confermarono la fiducia facendo passare il treno delle elezioni pre-natalizie.<br />
Certi di aver rimandato il voto a tempi più convenienti ecco organizzare prima FLI e poi il terzo polo che a questo punto, allontanate le elezioni di qualche mese, può avviare le manovre per la prossima campagna elettorale.<br />
Primo atto di questa operazione è stata la “sortita” del voto di sfiducia del 14 dicembre scorso, un primo esperimento, un giro di prova, un azzardo se vogliamo, per andare a vedere le carte. Una sventolata di capote (il drappo) davanti agli occhi del toro. Un colpo del picador che non uccide ma irrita e allo stesso tempo indebolisce il toro.<br />
Certo l’obiettivo palese è sembrato quello di far vedere la debolezza numerica di Berlusconi, ma l’obiettivo nascosto, il secondo ordine, era quello di prendere le misure. Il ragionamento del primo ordine portava in teoria ad un governo tecnico, di responsabilità nazionale, assolutamente irrealizzabile con l’attuale compagine parlamentare, e comunque qualsiasi governo tecnico non sarebbe stato in grado di cambiare la legge elettorale per l’impossibilità di farla comunque passare in Senato, dove il PdL e la Lega danno le carte. Anche se ieri fosse stato sconfitto Berlusconi sarebbe comunque restato in sella per diversi mesi in pratica nelle stesse condizioni attuali, dopo aver ottenuto solo una vittoria di misura (perché un governo dimissionario o un governo senza una vera maggioranza sono in pratica la stessa cosa). Certo si sarebbero potuti un pochino accelerare i tempi ma non se ne può essere sicuri.<br />
L’analisi del secondo ordine porta invece a pensare che è bene che Berlusconi continui a governare, e a governare in tempi difficili, accumulando su di se fallimenti, problemi, provvedimenti tampone, scandali; senza avere la forza però di fare troppi danni. Inoltre le campagne elettorali quando si è al governo sono molto più difficili da portare avanti. Il toro corre a destra a sinistra e si stanca; la corrida deve durare a lungo per avere l’attenzione de conquistare gli applausi del pubblico.<br />
Nel frattempo il terzo polo si consolida, anche perdendo qualche pezzo. L’uscita di alcuni da FLI (i tre fulminati sulla via di Damasco) rafforza in realtà la posizione di chi rimane, depura il nuovo partito dagli opportunisti del momento che saltano da un carro del vincitore all’altro, privi di una visione di luongo respiro, gente di cui nessuno ha bisogno.<br />
Ho ragione di credere, o forse sperare, che Fini, Rutelli e Casini abbiano già stretto un solido patto finalizzato all’assalto alle spoglie di Forza Italia una volta caduto Berlusconi. Perché Berlusconi cadrà, prima o poi, il tempo gli è avversario nonostante i progressi della medicina e tutti i rinvii giudiziari.<br />
L’importante è tenere le distanze, questo Casini lo fa intelligentemente da più tempo, e continuerà a farlo per presentarsi al suo elettorato privo di colpe, più bianco della neve si potrebbe dire.<br />
Un terzo polo moderato, compatto, privo di problemi giudiziari, più volte “testato” nell’arena (in aula) nelle prossime settimane, dove si troverà a giocare con il governo come il torero con il toro, agitando il drappo rosso e piazzando le sue banderillas per assestare solo alla fine, alle elezioni, il colpo finale.</p>
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