Arnaldo De Porti http://innovatorieuropeibellunofeltre.wordpress.com/
La lotteria costituita dalla legge elettorale fatta da Berlusconi potrebbe vederlo nuovamente perdente sulla ruota del Senato. Meglio, secondo il sondaggio dell’Ipr-Marketing per un quotidiano nazionale, anche nelle migliori delle ipotesi possibili, date le rilevazioni attuali dei quattro maggiori partiti che competono alle due Camere, il Pdl avrebbe un vantaggio a Palazzo Madama di soli cinque senatori.Questa è però classificata come «la migliore delle ipotesi possibili», vale a dire in un prospetto dove il partito di Berlusconi la spunta anche nella maggior parte delle cosiddette «regioni in bilico» (Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia, Calabria e Sardegna) e il Pd che mantiene l’Abruzzo.
Già, perché, se il Pd riesce ad occupare nello scacchiere elettorale anche il Lazio (oltre all’Abruzzo), l’opposizione (intesa come Pd più Sa più Udc) finirebbe per contare ben sette senatori in più della presunta maggioranza. Margine che potrebbe arrivare a meno 21 (senatori) se il Pd riuscisse a prendere il premio di maggioranza in Abruzzo, Lazio, Calabria, Sardegna e Liguria. La legge elettorale con i premi di maggioranza regionali, infatti, è una vera e propria trappola in una partita dove ci sono due squadre più forti e due di media stazza. La Sinistra Arcobaleno, infatti, secondo questa stima, potrebbe portare a Palazzo Madama 18 senatori.
L’Udc di Casini fra 13 e 14. Dal punto di vista dei maggiori competitori, la partita finirebbe perfettamente pari (151 a 151) se il Pdl prendesse Piemonte, Liguria, Puglia e Sardegna, il Pd Lazio, Abruzzo e Calabria, Sa prendesse seggi in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia. E l’Udc in Veneto, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
