Desidero pubblicare questo pezzo scritto da un anonimo perchè lo reputo assolutamente specchio dell’Italia dei giorni nostri, un invito a riflettere profondamente sulla strada che il nostro Paese sta percorrendo e sulla situazione che noi italiani elavoratorisiamo costretti a subire. L’Italia sta agonizzando , da anni, vittima di un veleno che ingurgita con regolarità e con compiacimento.L’Italia sta azzerando in una manciata di decenni, la propria storia e cultura umanistica.L’Italia sta issando sulla sua vetta più alta la bandiera della MEDIOCRITA’.
Vivo in una bellissima regione del centro Italia, la Regione Marche, e assisto alla lenta degenerazione morale della classe politica locale . E vedo come essa rifletta esattamente il trend, il percorso nazionale.La Regione Marche come l’Italia e l’Italia come ogni sua regione hanno abdicato alla assoluta , totale mediocrità, al clientelismo, alla incompetenza, all’arroganza, alla truffa, alla prevaricazione.Ma molti di questi termini sono sconosciuti ai non italiani: ad esempio il termine “raccomandazione” (che per un italiano è vocabolo oltre che uno stile di vita di uso quotidiano) è assolutamente sconosciuto ai paesi di matrice anglosassone.Impensabile infatti, per questi osservatori , che il sistema del reclutamento del personale, o peggio l’avanzamento di carriera in amministrazioni pubbliche e private, persino nelle carriere universitarie, non sia quello meritocratico o della competenza, ma solo quello di essere figlio di, amico di, oppure di averla data al capo ufficio di turno.
Negli ultimi anni abbiamo visto pubblici amministratori e sindacalisti italiani formare e preparare schiere di raccomandati (parenti ed amici) e spargerli in tutti i rivoli e ruscelli delle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e nei consigli di amministrazioni di aziende e società: li vediamo candidarsi a qualsiasi competizione elettorale e quindi sedere le poltrone di comando. Vediamo gli inetti più incapaci fare i consulenti dei Servizi alla Persona (servizi sociali) in molti comuni.Ormai l’unica selezione meritocratica è quella dell’idiota: meno capisci , più potere avrai e più guadagnerai.Tra dirigenti di servizio con incarichi da 50.000 € , ed ai quali non affiderei un cesso pubblico, e vari Garanti Regionali altrettanto mentecatti che pigliano 100.000 € dei poveri soldi pubblici italiani, il Bel Paese si trova amministrato da persone con un cervello sviluppato solo per riconoscere chi sarà il nuovo padrone al quale genuflettersi.
Non esiste più una differenziazione in destra , sinistra o centro per la politica italiana: non esiste più un’ideologia, uno slogan da urlare con convinzione.Esiste solo un grande unico modo di essere arrivista, speculatore e contrarre interessi privati e personali con la cosa pubblica.Per questo anche Silvio Berlusconi, e dopo di lui Romano Prodi , Piero Fassino o Francesco Rutelli che sia, non potranno risollevare le sorti di un’Italia gettata sul lastrico da un abitudine mortale: la mediocrità a tutti i livelli.Tangenti, corruzione, evasione fiscale sono all’ordine del giorno: tanto anche molti processi sono pilotati e , comunque, alla fine per vari motivi assolutamente legali, si archivia sempre tutto.
Anche il sistema industriale fa acqua da tutte le parti: non si investe mai nell’azienda, ma si pagano le società che fanno certificazioni di qualità per dare verginità ad aziende (vedi Parmalat , Fiat, Alitalia) che sono fallite e morte già da anni, ma che conviene far sopravvivere, tanto i debiti contratti non verranno mai onorati.Anche le Banche, ora, utilizzano il medesimo sistema: non hanno capitali o affidabilità e allora le scalate le vincono patteggiando prima a tavolino.
E poi c’è quel fenomeno pomposamente denominato “indotto”dell’industria: una miriade di garage e scantinati privati, dotati di vetusti macchinari, e che realizzano o assemblano un componente di un prodotto più complesso, per poi consegnarlo alla Ditta assemblatrice.Una miriade di lavoratori in nero, precursori delle famiglie di cinesi che dagli anni ’90 vengono stipati a decine nei sotterranei di mezza Italia.Un indotto di persone che sulla carta non esistono se non con azzardate statistiche che vogliono per ogni lavoratore dipendente , un altro impiegato nell’indotto dello stesso.Il tutto senza un riconoscimento ufficiale, ma sotto gli occhi di tutti anche delle autorità..Anche per questo aspetto del “nero”, dell’illegale, chiamato tecnicamente e più delicatamente “sommerso”, si abbattono i costi di produzione. Solo per questo motivo ancora alcuni settori produttivi italiani non hanno subito l’urto cinese, che si è abbattuto inclemente già dall’estate 2005.L’investimento nelle aziende , in tecnologie ed in risorse umane è sempre al minimo, se non del tutto inesistente.Dal 2000 molti industriali e persino le Università, lamentano la “fuga di cervelli” dall’Italia, senza aver mai evidenziato a quali misere condizioni lavorative costringevano quei “cervelli”. E questo succede in tutta Italia, anche per la ricerca.Peccato che oramai giunti al 2006 , la crisi abbia sfondato le porte anche di queste graziose terre, e senza grossi problemi si potranno ridurre alcune decine di migliaia di posti di lavoro, potendo così non far figurare le altre migliaia dell’indotto che, “non esistendo”, non creeranno statistica e quindi non denunceranno la reale situazione di grave crisi.
La vocazione rurale, e lo stretto legame al territorio fanno comunque del Bel Paese una terra affascinante sotto il profilo paesaggistico e turistico.Clima ideale per 12 mesi l’anno, con una vicinanza tra mare colline e montagne invidiabile e completa, con inestimabili gioielli artistici ed archeologici, con rocche, castelli e borghi tutti da scoprire ed apprezzare nella loro semplice purezza.Anche l’agricoltura, e le produzioni eno-gastronomiche hanno risentito, positivamente, della passione e della fierezza contadina.Vini tra i migliori al mondo, e piatti che spaziano dai frutti del mare, al pesce piccolo d’adriatico, dalle minestre contadine ai primi di carne e pasta all’uovo, per finire nelle carni cotte e rosolate in mille modi e maniere.
Nulla manca a questa terra per affascinare, nulla manca .L’Italia ha una metastasi diffusa di diversi e terribili tumori: corruzione, clientelismo, incapacità, incompetenza ed arroganza.Restano, ancora, le sue meravigliose vestigia di storia , arte, cultura, e le sue bellezze naturali così diverse e complesse.
Fino a che qualche inetto non decida di metterci le mani e sporcare anche quelle.

Oggi tutti dicono che è normale una campagna elettorale dettata dal porcellum…! Nei fatti, però, naufragano alleanze, i politici… fanno le valigie e/o cambiano casacca e abitazione, i passaggi di senatori e deputati che, aspirando a rimanere tali, conservando la poltrona, trasmigrano dal centrosinistra al centrodestra, esiliati, spontaneamente o meno, che ritornano da dove erano scappati in un passato recente ecc.ecc.ecc. E’ la casta che crolla…o cos’altro è ? I singoli generali, delle frattaglie, vanno a trattare con i nuovi vicerè…Veltroni e Berlusconi, le condizioni della resa sono essenziali per garantirsi un possibile spiraglio politico. Tutto questo mentre la democrazia va a pezzi e si contorce con gli ultimi rantoli della morte. Muoiono, in questa fine…della casta, la prima, la seconda e la terza Repubblica…? Insieme ai Sogni, alle speranze e alle illusioni. A destra come a sinistra la situazione è: un crepuscolare tramonto. Il Pd di Veltroni, non vuole perdere la prossima tornata elettorale, sta tentando di rafforzarsi per poter intessere grandi coalizioni con Berlusconi; alla Sinistra Arcobaleno non resta che una corsa solitaria con la certezza di schiantarsi contro il popolo che, molto pazientemente ma stanco, si era illuso già nel mese di dicembre di poter vedere realizzato il sogno del Partito Unico della Sinistra – PUS – in termini medici è materia da infezione. In questo quadro, a tinte fosche, gli elettori della sinistra, quella che non crede che fra impresa e lavoro si debba essere equidistanti, quella del precariato e della pace, quella dei diritti civili, quella ambientalista, fondamentalista ed opportunista, quella femminista…quella che si è commossa al richiamo all’unità lanciato come un grido di dolore da Pietro Ingrao, ebbene questo elettorato che in molti dicono essere il corpo e l’anima della sinistra italiana brancola nel buio. Cari…, non in senso affettivo ma economico visto l’ultimo finanziamento ai partiti che vi siete elargito, dirigenti del Prc, Pdci, Verdi, Sd ecc.ecc.ecc. forse, dovreste rispondere. Dove volete andare ? In nome di chi e di cosa ? Vi avevamo chiesto di accelerare i tempi per la formazione di un soggetto unico che metta insieme le forze dei quattro o cinque partiti, che portano avanti battaglie comuni, che fra loro almeno programmaticamente simili e che, per questo, non si capisce perché debbano restare divisi, rafforzando le destre e il PD centrista. Il nostro, era ed è, un richiamo all’unità, accorato perché siamo avviliti nel vedervi discutere solo di quante poltrone per senatori e deputati ciascuno di voi potrà portare in dote ed occupare a vita. Siamo avviliti perché vi abbiamo visti impegnati a disquisire sulla possibile collocazione europea per poi, compagno Mussi, osservare il movimento, che pure era nato nell’alveo del Pse, finire diluito in Rifondazione, da cui molti si erano allontanati e avevano scelto di non partecipare proprio per quella promessa di ossigeno socialista che tu avevi immaginato. Siamo avviliti e incazzati nel vedere che ciò che siete riusciti a far germogliare è stato solo un cartello elettorale, con Diliberto che non ha la minima intenzione di dar vita ad un soggetto unico. Con i verdi sempre pronti a candidare se stessi e i propri familiari, oltre che rimarcare che il loro passato non è stato nel Pci, ma nemmeno sappiamo se c’è stato un passato; mentre Rifondazione è sempre più appiattita sull’idea di un partito personalizzato e che governare oltre ad essere scomodo, sia addirittura quasi un’onta…! vedi l’ultimo governo… La domanda è semplice: ma tra voi dirigenti …qualche volta parlate ? Quando vi accomodate ai vari tavoli per discutere di campagna elettorale e sistemi di voto, qualche accenno al futuro lo fate ? Perché, cari compagni dirigenti, quel futuro di cui parlate non è il vostro, ma è soprattutto il nostro e dei nostri figli. Forse avete dimenticano e forse anche noi, ingenuamente fidandoci di voi, non abbiamo lavorato per ricordarvelo spesso, che un progetto politico che chiede voti è soprattutto di chi quei voti glieli consegna. Vi chiediamo di non rispondere che siamo vittime dell’antipolitica e del grillismo; non ci riproponete l’ormai obsoleto lasciateci governare, cosa che in molti tra voi nemmeno vorrebbero e saprebbero fare; non ci fate la lezione che la politica è quella platonica dei filosofi, quindi , difficile e per poche intelligenze. Non vi crediamo più, non ci crediamo più. Ci piacerebbe sapere dove ci state conducendo e vorremmo, nel merito, dire la nostra. Per esempio, cosa accadrà al processo unitario dopo le elezioni e dopo questa esperienza unitaria di cartello elettorale che avete creato, che politicamente non basta ? Esiste la volontà di realizzare un soggetto unico della sinistra ? Almeno su questo vi siete chiariti ? Anche con le vostre minoranze interne più massimaliste e refrattarie ? E come intendete realizzarlo? Ci chiamate a fine ad esprimerci sulla Carta dei valori della Sinistra-Arcobaleno, ma di cosa sarà fatta la base ? Non vi capiamo più ? Vogliamo sapere se esisteranno, come afferma Veltroni e apprezza Bertinotti, due sinistre: una riformista di centro…e l’altra radicale, dove noi saremo relegati a giocare alla rivoluzione, esclusi da ogni prospettiva di governo. Vogliamo sapere da Mussi, se anche tu sei d’accordo, tu che ci hai promesso che avremmo lavorato ad una sinistra unita ma di governo. Su questo vi siete capiti almeno tra voi ? Consentiteci questi dubbi e questa a domanda, perché a noi, semplici osservatori non filosofi e tanto meno politici, ci pare di vedervi marciare in modo diviso: in molti tra voi, all’interno dei quattro partiti, parlano della sinistra nei termini di una forza all’arrembaggio votata solo all’opposizione, chiudendo la speranza a qualsiasi futuro di governo. Dunque dove intendete traghettarci ? In che tempi ? Meno di tre legislature come dice Bertinotti quasi fosse un merito ? Ma in che modo ? Con quale cambio generazionale visto che vi vediamo così pervicacemente ancorati ad un modo stantio di far politica, con leader auto candidatosi senza un confronto preventivo ? Vorremmo sapere, anzi avremmo già dovuto sapere da tempo. Non usate argomentazioni legate alla fine del governo Prodi, non vi nascondete dietro questo ridicolo alibi: non saremo filosofi né politici…, ma non siamo nemmeno stronzi…
12 febbraio 2008 castelli.gaetano@libero.it